Quante scadenze fiscali esistono? Indubbiamente troppe!
Risulta sempre più complicato riuscire a stare dietro ai continui e complessi adempimenti fiscali.
Dati tessera sanitaria, liquidazioni periodiche iva, dichiarazione dei redditi, spesometro e tanti altri adempimenti per cui viene quasi noia parlarne talmente lungo può essere l’elenco.
Adempimenti che significano costi, adempimenti che si sovrappongono tra loro. Una totale mancanza di armonia fiscale che si traduce in pochissimo tempo per sviluppare un vero e proprio servizio consulenziale da parte del professionista. Tutto questo porta così il cliente a vedere nel consulente una “losca e cattiva” figura che si materializza poco prima della scadenza fiscale con l’odiato F24. Perchè? Perché così il cittadino può assolvere al suo dovere di ligio contribuente e lo Stato nel contempo ha una persona NON pagata per cercare di spiegare al contribuente che è inevitabile pagare le tasse perché se tutti le paghiamo allora le tasse si possono abbassare e la scuola sarà gratis per tutti e la sanità sarà sempre efficiente e tutti staremo meglio e tutti saremo felici.
Ma tutto questo serve a qualcosa? Se ci si sofferma ad esaminare il motivo dei vari adempimenti fiscali certamente appare evidente la volontà del Legislatore di voler creare un sistema che limiti l’evasione fiscale e garantisca quel principio citato dalla nostra amata Costituzione e cioé che tutti i cittadini devono contribuire al fabbisogno dello Stato con l’obiettivo di garantire una vera e propria uguaglianza fiscale. Ma come scritto in un precedente articolo, la burocrazia determina costi: software gestionali, formazione informatica, riviste fiscali, costosi codici tributari sempre aggiornati. Ed allora diventa inevitabile scaricare tutti questi costi sul cliente/contribuente. Ed il consulente si ritrova così suo malgrado a dovere spiegare il perché dell’incremento della propria parcella. Ma tutto questo non basta perché poi il professionista si ritrova a dover anche spiegare come funziona un determinato software, si ritrova a doversi sostituire all’impiegato che a sua volta fa fatica a stare dietro a tutta questa burocrazia perché eccessivamente cavillosa. Ed allora ecco che viene individuato un soggetto che controlli la corretta applicazione delle norme e poi siccome non basta, viene nominato un soggetto che deve spigare come applicare quelle norme ed allora si scrive una guida fiscale, si crea un apposita app, si emanano circolari esplicative spesso in ritardo rispetto alle novità fiscali ormai inevitabilmente applicate a favore (?) del contribuente perché altrimenti i clienti ti dicono la solita frase: “me lo ha detto un amico dell’amico che glielo ha detto il suo commercialista”. Perché il suo amico ne sa sempre di più di un professionista che ha fatto un preciso percorso di studio e formazione.
Troppe scadenze significa tanta burocrazia e costi che inevitabilmente aumentano con inesorabile creazione di nuove figure professionali spesso impreparate. Ed allora o ho i soldi per alzare la voce come possono permettersi le grandi multinazionali oppure faccio spallucce e magari faccio una fattura in meno sperando che il Fisco chiuda un occhio.
Alla faccia dell’equità fiscale!