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Superammortamento prorogato, benefici diversi tra imprese e professionisti

Il Decreto Crescita recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 1° Maggio ha reintrodotto il superammortamento anche per i professionisti, confermando la maggiorazione 30% anche per i professionisti sugli investimenti di beni strumentali nuovi e inerenti all’attività d’impresa, per acquisti o leasing effettuati dal 1°aprile al 31 dicembre del 2019. Questa misura è stata certamente accolta con piacere dai liberi professionisti tuttavia, se paragonata alle misure del Piano Industria 4.0 a diposizione delle imprese, appare una magra consolazione. Senza elencare i vari punti del Piano Industria 4.0, mettiamo a confronto il superammortamento, di cui beneficiano (anche) i professionisti, con iperammortamento e credito d’imposta sui beni strumentali, appannaggio delle sole imprese.

Il superammortamento

Il superammortamento è una supervalutazione del 130% sugli investimenti in beni strumentali materiali, nuovi, acquistati o in leasing. Sono ammessi tutti i beni nuovi, ad eccezione dei veicoli e degli altri mezzi di trasporto. Per fare un esempio: su un investimento di 10.000 euro in un nuovo macchinario si maggiora il costo d’acquisto del 30%: pertanto si potranno portare in deduzione 13.000 euro, con un risparmio fiscale distribuito negli anni in base ai coefficienti di ammortamento. Il beneficio vale sia per i professionisti sia per le imprese che, nel caso abbiano beneficiato anche dell’iperammortamento, hanno una ulteriore maggiorazione del 10% per gli investimenti in beni strumentali “immateriali” come software e sistemi IT. Per tale tipologia di beni, l’incentivo del superammortamento vale solo per le imprese, poiché il super ammortamento per i professionisti non prevede l’applicazione della misura ai beni “immateriali”. Questa prima distinzione evidenzia un maggior vantaggio per le imprese, soprattutto per quelle che investono in tecnologia digitale.

L’iperammortamento

L’iper-ammortamento è una supervalutazione del 250% sugli investimenti in beni materiali nuovi, acquistati o in leasing, ad alta tecnologia che permettano di trasformare l’azienda in chiave 4.0. Per quanto riguarda questa particolare dicitura, si tratta di “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti” e sono definiti nell’Allegato A alla Legge di Bilancio 2017, nella circolare 4/e del 30/03/2017 dell’Agenzia delle Entrate e, nel caso delle imprese sanitarie nella recente circolare n.48160 del 1 marzo 2019 del MISE. In sintesi si tratta di investimenti raggruppabili in 3 categorie: beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti; sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità; dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0». L’obiettivo è quello di incentivare gli investimenti in beni strumentali che favoriscano l’interconnessione con i sistemi informatici e la digitalizzazione dell’impresa. Se prendiamo ad esempio l’acquisto di una stampante 3D da 10.000 euro, con l’iperammortamento porteremo in deduzione 25.000 euro e dal 2019, se il totale degli investimenti in beni strumentali è inferiore a 2,5 milione di euro, la supervalutazione sale al 270%, perciò sarà possibile portare in deduzione 27.000 euro su un costo di acquisto di 10.000 euro.

Il credito d’imposta in Ricerca e Sviluppo

Sugli stessi beni soggetti a iperammortamento, nel caso si tratti di spese incrementali rispetto agli investimenti annuali fatti nel periodo 2012-2014, è possibile richiedere fino al 50% del costo dell’investimento (calcolato sulle quote di ammortamento) come credito d’imposta. Poiché la misura è cumulabile con l’iperammortamento, ciò significa che su determinati acquisti si avrà da un lato un beneficio fiscale per la maggiore deducibilità del costo, dall’altro la restituzione di parte dell’investimento in forma di credito verso l’erario. Una vera e propria occasione per le imprese che cumulando i due incentivi potranno innovarsi a costo netto dell’investimento irrisorio. Meno vantaggi per i professionisti in regime semplificato o ordinario che invece potranno approfittare del solo superammortamento.

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