BIM e progettazione, un’opportunità per i progettisti
20 dicembre 2016
Regime forfettario e ulteriori agevolazioni per nuove attività (start-up)
4 agosto 2017

Start-up innovative

La Start-up innovativa

Il D.L. 179/2012, noto come “Decreto crescita 2.0” ha introdotto nel nostro ordinamento la disciplina delle “Start up innovative”, prevedendo specifiche agevolazioni ed incentivi alle imprese (ed ai soggetti investitori di tali imprese) che presentano caratteristiche di innovazione ad alto valore tecnologico.

La policy sulle startup innovative è stata interessata negli anni successivi da diversi interventi di potenziamento: provvedimenti quali il D.L 76/2013 (“Decreto Lavoro”), il D.L. 3/2015 (“Investment Compact”) e da ultimo la Legge 232/2016 (Legge di Stabilità 2017) hanno affinato, potenziato e ampliato l’offerta di strumenti agevolativi previsti inizialmente dal “Decreto Crescita 2.0”.

Con il termine “start-up innovativa” si definisce una società di capitali le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione e che ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Per acquisire tale status i requisiti sono:

  • essere costituita e svolgere attività d’impresa da non più di quarantotto mesi;
  • avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  • il totale del valore della produzione annua non deve essere superiore a 5 milioni di euro;
  • non distribuire e non avere distribuito utili;
  • non essere stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;
  • possederealmeno unodei seguenti ulteriori requisiti:
    • le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa.
    • impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero ovvero in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell’articolo 3 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004 n.270;
    • l’impresa sia titolare o depositario o licenziatario di almeno un brevetto.

I principali vantaggi da questo status sono essenzialmente i seguenti:

  • Esonero dal pagamento delle imposte in sede di costituzione: la start-up potrà redigere l’atto costitutivo e le sue successive modificazioni anche attraverso un modello standard tipizzato, facendo ricorso alla forma digitale. Non sarà soggetta al pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per qualsiasi adempimento da effettuare presso il Registro delle Imprese, nonché esclusa dal versamento dei diritti annuali alla Camera di Commercio
  • Incentivi fiscali: per gli investimenti in start-up provenienti da persone fisiche è prevista una detrazione Irpef pari al 19%, mentre se l’investimento arriva da una società vi sarà una deduzione dall’imponibile Ires del 20% dell’investimento apportato.
  • Contratti per i dipendenti agevolati

I principali svantaggi risiedono invece nel fatto che la Startup innovativa non può distribuire utili per 5 anni. Se questo avviene esce dal registro speciale e, dall’anno successivo, non potrà più godere dei vantaggi indicati.

In conclusione, scegliere la forma della startup innovativa è utile se nel proprio business plan si prevede che per almeno qualche anno ci saranno investimenti nello sviluppo del progetto (reinvestendo i profitti per favorire la crescita della società) e se si vuole favorire l’ingresso di investitori esterni (business angel e/o venture capitalists) ovvero di soci lavoratori (con la formula del work for equity).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *