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Scheda carburante: novità in vigore dal primo luglio 2018

L’Agenzia delle Entrate, con apposito provvedimento n. 73203/2018 del 4 aprile 2018, ha proceduto a chiarire quali siano i mezzi di pagamento idonei ai fini della detrazione dell’IVA relativa all’acquisto di carburanti e lubrificanti.
La legge n. 205 del 27 dicembre 2017 (legge di bilancio 2018) all’art.1 comma 926 ha previsto l’abrogazione del DPR n. 444 del 10 novembre 1997 decretando con l’intervento citato l’abolizione della c.d. scheda carburante.
La stessa ha introdotto, con decorrenza 1° luglio 2018, una serie di limitazioni alla detraibilità dell’Iva relativa all’acquisto di carburanti e lubrificanti oltre ad una serie di regole di cui è necessario il rispetto ai fini della deduzione del relativo costo.
La previgente normativa prevedeva che gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione dovessero essere annotati secondo determinate modalità in una apposita scheda carburante. In deroga alla normativa allora vigente, i soggetti all’imposta sul valore aggiunto che effettuavano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate, non erano soggetti all’obbligo di tenuta della scheda carburante in quanto venivano utilizzati, alternativamente alla scheda carburante, appositi sistemi che permettevano la tracciabilità del costo. Tale alternanza metodologica di registrazione rimarrà comunque ancora possibile fino al 30 giugno 2018.
Alla luce di quanto esposto ai fini della deduzione del costo e della detrazione dell’imposta sul valore aggiunto, i contribuenti potevano pertanto scegliere (ed ancora potranno farlo fino al 30 giugno 2018) una delle due modalità alternative previste dall’art. 1 ovvero:
• l’utilizzo della scheda carburante (ex art.1 co.1 DPR 444/97), in merito alla quale i pagamenti potevano essere effettuati utilizzando qualsiasi modalità (inclusi i pagamenti in contanti);
• il pagamento esclusivamente mediante l’uso di carte di credito, carte di debito o carte prepagate (ex art. 1 co. 3-bis DPR 444/97).
Le due modalità indicate erano considerate alternative e dunque il contribuente era libero di scegliere facoltativamente tra l’una e l’altra.
A partire dal 1° luglio 2018, tale sistema, come anticipato, per effetto della legge di bilancio non sarà più in vigore.
Per quanto concerne l’Iva la normativa, che di fatto entrerà in vigore il 1° luglio 2018, ha stabilito che l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di carburanti nonché le prestazioni di custodia, manutenzione, riparazione e impiego, compreso il transito stradale, dei beni stessi, è ammessa in detrazione nella stessa misura in cui è ammessa in detrazione l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione dei relativi beni mobili a motore. L’avvenuta effettuazione dell’operazione deve essere provata dal pagamento mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate o da altro mezzo ritenuto parimenti idoneo individuato con apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.
Pertanto i soggetti passivi iva per poter procedere alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto devono:
a) richiedere la fattura elettronica;
b) effettuare il pagamento mediante una delle modalità di pagamento previste nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 73203/2018.
Dall’analisi della norma si evince pertanto che sarà indispensabile il pagamento mediante
pagamenti tracciabili non essendo sufficiente la sola fattura elettronica. Inoltre, sempre esaminando la normativa, si evince che gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto devono essere documentati con la fattura elettronica.
Alla luce di quanto esposto, le due condizioni sopracitate devono entrambe sussistere ai fini della legittima deduzione del costo e detrazione dell’imposta.
Appare evidente, tuttavia, che al fine di non incrementare eccessivamente gli adempimenti previsti in capo ai distributori di carburante e ai soggetti titolari di P. Iva, sarebbe certamente opportuno introdurre il doppio binario ovvero il regime di alternatività tra fattura elettronica e utilizzo di prefissate modalità di pagamento che rendano tracciabili i movimenti finanziari.

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