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Responsabilità e danni per i rumori del bar in condominio

Sempre più di sovente è rilevabile che nel perimetro urbano della città di Sassari lo scenario del commercio al dettaglio è costantemente più demoralizzante. Le attività commerciali storiche, strozzate nella morsa della Z.T.L. e dall’ E-commerce, sono costrette a chiudere la loro “epoca commerciale”, passando così il testimone alle giovani “promesse” del commercio che, sprovviste di grossi capitali di anticipazione e volte, di professionalità, si “buttano a capofitto” nella ristorazione e nell’apertura di bar e locali preposti al servizio della mescita e all’organizzazione di intrattenimento, servizi, ancora non acquistabili in rete chiaramente. Quanto caffè bisognerebbe servire per vincere il braccio di ferro con la burocrazia e il fisco italiano? Tanto, tanto tanto! Ma queste informazioni di economia e statistica per ora le rimandiamo ad un altro articolo, procedendo così ad evidenziare, dove queste attività commerciali vengono aperte al pubblico.
Per la maggior parte dei casi, i vani commerciali interessati da queste attività, sono situati nel pian terreno di mastodontici condomini, forniti di proprietari esclusivi delle singole unità abitative, che non aspettano altro che evidenziare un minimo problema condominiale, al fine di far valere la propria ragione di fronte ad un Giudice.
Ma veniamo a noi: quali problemi potrebbe provocare un bar ad un condominio? Gli intrattenimenti musicali e gli eventi, per via delle immissioni sonore non a norma, sono le problematiche maggiori. Ebbene si. Ci si trova di fronte ad un grosso problema! Per le immissioni sonore ritenute intollerabili, alcuni condòmini, possono avanzare richieste di risarcimento danni al conduttore del bar e al proprietario dei locali.
Il proprietario del locale concesso all’improvvisato conduttore, non risponde dei danni provocati dallo stesso conduttore (titolare del bar) in conseguenza di immissioni sonore intollerabili, a meno che non si accerti in concreto che al momento della stipula della locazione, avrebbe potuto prefigurarsi, che il conduttore avrebbe certamente recato danni a terzi con la propria attività (Cassazione, sentenza 4908 dell’ 01/03/2018) e ciò utilizzando la diligenza del buon padre di famiglia di cui all’art. 1176 del c.c.
Nel caso in cui il proprietario/locatore abbia potuto concorrere direttamente a produrre il fatto dannoso (rumori intollerabili – art. 2043 c.c.) allora gli sarebbe imputata la colpa e non già per aver omesso di rivolgere al conduttore una diffida formale ad adottarsi gli interventi necessari ad impedire pregiudizi a carico di terzi (Cassazione, sentenza 11125 del 28/05/2015)
Per cui, il proprietario dell’unità commerciale, nel caso in cui avesse potuto prevedere che, la società conduttrice avesse apportato danni a terzi, provocando immissioni intollerabili, solo allora sarebbe dovuto comparire di fronte al Giudice. Il 09/02/2018, la città di Sassari è stata normata dal Sindaco Sanna per mezzo dell’emissione di un’ordinanza che impone un’ orario ben preciso, all’interno del quale si possano emettere decibel, al fine dell’ intrattenimento notturno. Il rispetto di tale ordinanza e il rispetto civico del conduttore a volte non basta a placcare gli animi dei condomini. In conclusione, al fine di una buona convivenza, non basterebbe quindi la buona condotta civica, ma sarebbe conveniente procedere ad una buona coibentazione acustica da attuarsi ancor prima dell’apertura dell’attività, o da parte del proprietario se consapevole delle future attività del bar, o dal conduttore stesso.

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