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Proroga invio dati reddituali: quali conseguenze?

La scadenza canonica del 31 luglio per la spedizione dei dati reddituali tramite il modello D valevoli ai fini del calcolo della quota B dell’Enpam, è stata spostata al 30 settembre per effetto dell’introduzione da parte del Legislatore dei cosiddetti indici sintetici di affidabilità (I.S.A.).
Tali indici sono stati introdotti per misurare attraverso un sistema statistico di dati ed informazioni in maniera appunto sintetica la coerenza della gestione aziendale e la trasparenza dei comportamenti fiscali del contribuente. I vantaggi per coloro che risulteranno affidabili in base a tali indici saranno la possibilità di accedere a dei precisi benefici premiali.
Questa proroga che appare di certo necessaria a causa dei notevoli ritardi nella fornitura delle specifiche tecniche e dei relativi software gestionali, potrebbe però portare alle aziende e ai professionisti importanti difficoltà nella gestione della liquidità a causa del comprimersi di una moltitudine di scadenze nell’ultimo trimestre dell’anno.
Rischia di diventare così difficile determinare una corretta politica finanziaria ed altrettanto difficile appare la programmazione mirata degli investimento non potendo avere la necessario coscienza sia del carico fiscale che di quello previdenziale.
Sarebbe stato sicuramente auspicabile che il Legislatore introducesse questi indici di affidabilità almeno in prima istanza, in maniera sperimentale in modo da non incidere sul normale andamento della gestione aziendale e professionale. Tale novità fiscale è pertanto divenuta una variabile purtroppo non programmabile ne tanto meno prevedibile sia nei modi che nei tempi. Il rischio principale è pertanto che i contribuenti potranno avere forti difficoltà ad effettuare in questo esercizio fiscale quei dovuti investimenti che grazie ad ulteriori novità quali le agevolazioni “industria 4.0” potrebbero favorire non solo degli investimenti in settori particolarmente strategici ed innovativi, ma anche portare a dei sostanziali e rilevanti benefici fiscali.
La programmazione anche fiscale alla luce di questi accadimenti esterni rispetto al normale operare della vita economica dell’impresa appare assai importante così come tra l’altro precisato anche in precedenti articoli, in modo da poter determinare a priori quello che sarà il futuro carico fiscale e la possibilità di crearsi una “cassaforte” per affrontare i flussi finanziari futuri che andranno a concentrasi in un periodo preciso dell’anno e che potrebbero però sovrapporsi ad eventuali flussi finanziari necessari per gli investimenti aziendali.
Ovviamente è auspicabile che il Legislatore ponga in essere politiche fiscali che siano in linea con i tempi aziendali in modo da non trasformare un’iniziativa seppure lodevole da un punto di vista di trasparenza fiscale nell’ennesimo problema burocratico che viene prima riversato sui consulenti fiscale e poi di conseguenza sui loro clienti finendo per ridurre gli effetti di iniziative altrettanto lodevoli ed importanti quanto quelle contenute ad esempio nel progetto “industria 4.0”.
In conclusione si sottolinea pertanto la necessità di avere una corretta programmazione dei flussi finanziari per mantenere una corretta ed efficiente operatività economico-aziendale che permetta di affrontare anche quelle variabili non programmabili derivante dall’azione di soggetti esterni alle dinamiche aziendali.

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