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L’importanza della prevenzione cardiovascolare per la vita lavorativa e la spesa sanitaria

Del Dott.Valerio Alessandro Mureddu
Cardiologia – Centro Medìs
Dirigente Medico Cardiologia – ASSL Lanusei

La prevenzione cardiovascolare è l’insieme degli interventi riguardanti l’intera popolazione o singoli individui, atti ad eliminare o ridurre al minimo l’impatto delle malattie cardiovascolari e gli effetti in termini di mortalità e disabilità. La prevenzione viene definita primaria quando gli interventi precedono la manifestazione clinica della patologia e secondaria quando tali misure sono adottate in seguito ad un evento clinico manifesto. Nella pratica clinica appare di cruciale importanza l’individuazione di corrette misure di prevenzione primaria, con lo scopo di evitare il maggior numero di eventi acuti, senza attuare provvedimenti inutili in termini di costo-efficacia. Le malattie cardiovascolari (infarto, ictus, scompenso cardiaco) rappresentano in Italia la principale causa di mortalità e morbilità, nonchè la principale fonte di spesa sanitaria. L’orientamento moderno è quello di delineare interventi sanitari sempre più personalizzati con lo scopo di aumentare l’aspettativa di “vita in salute”. Infatti le malattie croniche e le sequele di eventi acuti influenzano la mortalità ma anche la qualità della vita, la capacità lavorativa e l’occupabilità, oltre che la sostenibilità socio-economica del Sistema Sanitario. L’obiettivo è quello di individuare la popolazione che potrebbe sviluppare una determinata patologia e attuare gli interventi in grado di far guadagnare anni di “vita in salute”. Viene quindi proposto un moderno concetto di Medicina definita come Predittiva delle manifestazioni cliniche e dei determinanti di malattia in uno stadio precoce; Preventiva, per l’eliminazione dei fattori di rischio modificabili; Personalizzata sulle caratteristiche di ogni individuo; Partecipativa, grazie ai mezzi ed alle tecnologie oggi disponibili.
Nella maggior parte dei Paesi Industrializzati i tassi di mortalità per malattie cardiovascolari sono rimasti stabili, mentre sono in aumento i ricoveri ospedalieri, con un aumento della spesa sanitaria, anche correlato all’invecchiamento della popolazione. In futuro il numero di anni di vita aggiustati per disabilità (disability-adjusted life years, DALY) potrebbe aumentare da una perdita di 85 milioni di DALY nel 1990 ad oltre 150 milioni di DALY nel 2020. I DALY rappresentano una stima degli anni di vita persi o vissuti in disabilità per una determinata patologia e sono correlati con lo svantaggio economico e sociale per l’intero sistema. Questo alla luce di un aumento dell’aspettativa di vita grazie ai progressi terapeutici, con un declino della mortalità in età avanzata, delineando una popolazione più anziana e più fragile, gravata da pluripatologie, multipli precedenti cardiovascolari e necessità di maggiori cure ospedaliere. D’altro canto non si è assistito ad una sostanziale riduzione dei fattori di rischio per lo sviluppo di patologie croniche, creando uno squilibrio tra allungamento dell’aspettativa di vita e vita in salute.
In Italia le malattie cardiovascolari sono la causa più frequente di ospedalizzazione . Nel 2015 i ricoveri per infarto miocardico acuto sono stati 374.5 per 100 000 negli uomini, 148.8 per 100 000 nelle donne; per altre forme di ischemia acuta e sub acuta 509.4 e 194.4 per uomini e donne rispettivamente ogni 100 000 abitanti.
Il carico di malattia correlato alle patologie cardiovascolari incide sulla sostenibilità e la capacità socio-economica del nostro Sistema Sanitario.
Porre attenzione ai livelli di pressione arteriosa, ai livelli di colesterolo nel sangue, ai livelli di glicemia, all’abolizione del fumo di sigaretta, è in grado di ridurre il numero di individui che faranno ricorso alle cure ospedaliere negli anni e si tradurrà in minori giornate lavorative perse e in un minore fabbisogno di assistenza domiciliare a carico della Comunità.
A questo proposito risultano importanti le campagne di screening per ipertensione arteriosa, diabete e ipercolesterolemia, come anche l’adozione di uno stile di vita attivo con un’attività aerobica regolare. Spesso queste patologie sono asintomatiche, vengono avvertite dall’individuo come “segni del tempo” o correlate allo stress del mondo moderno, con il risultato di evitare controlli medici, disattendere alle terapie prescritte e via dicendo.
La prevenzione primaria in ambito cardiovascolare è di cruciale importanza per ridurre il numero di infarti del miocardio, scompenso cardiaco, ictus ed insufficienza renale, così da ridurre il numero di ospedalizzazioni, cure intensive, disabilità residua e per contenere la spesa sanitaria mantenendo una popolazione più longeva ma in salute.

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