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18 luglio 2018

Le reti di imprese: opportunità di crescita in autonomia per tutte le misure di azienda

Multicolored plasticine human figures organized in a circle

Si sa l’unione fa la forza, ma bisogna fare gli opportuni distinguo rispetto alle varie tipologie di unione. Calando il discorso nel campo aziendale è opportuno esplicitare le varie tipologie di unione che si possono istituire tra le imprese in Italia.
A partire dal raggruppamento volontario tra vari imprenditori nel consorzio, al fine di condividere alcune fasi dei rispettivi processi produttivi e ricavarne utilità funzionali per le singole imprese consorziate, si arriva al raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) ed all’associazione temporanea di imprese (ATI) quali strumenti di partecipazione collettiva alle gare d’appalto pubbliche. Mentre nel primo caso, quello del consorzio, l’organizzazione tra le varie imprese è caratterizzata da una fisiologica stabilità strutturale anche di una certa prevedibile durata, negli altri due esempi, RTI e ATI, l’unione è lessicalmente temporanea ed iper specifica, inizia e si esaurisce nella partecipazione ed esecuzione dell’appalto in caso di aggiudicazione. Infatti nell’ATI e nel RTI gli imprenditori si “associano” tra loro per raggiungere solitamente i requisiti di partecipazione alla gara di appalto che singolarmente non possiedono oltre che per dividere per competenza le fasi di esecuzione dell’appalto in caso di aggiudicazione.
A fronte delle peculiarità delle predette forme di condivisione anche “strutturale” tra le varie imprese, che storicamente appaiono nel panorama normativo ma anche consuetudinario da diverso tempo ed hanno modo di diffondersi in maniera rilevante, ciò che allo stato attuale anche economico della vita imprenditoriale nel nostro Paese appare flessibile e funzionale è senz’altro la rete di imprese.
Il contratto di rete, disciplinato in particolare dal DECRETO-LEGGE 10 febbraio 2009, n. 5 e s.m.i., è stipulato da più imprenditori con lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato.
A tal fine gli imprenditori si impegnano a collaborare in forme e in ambiti predeterminati e attinenti all’esercizio delle proprie imprese sulla base di un programma comune, scambiandosi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ed esercitando in comune una o più attività che rientrino nell’oggetto della propria impresa.
Le peculiarità di questa particolare forma di operatività giuridico-economica, quale modello di collaborazione tra imprese, consistono nel mantenimento di indipendenza, autonomia e specialità per ciascuna impresa “retista”, dando la possibilità di realizzare progetti ed obiettivi condivisi, incrementando la capacità innovativa e la competitività sul mercato.
La rete si può istituire attraverso la redazione di atto pubblico, scrittura privata autenticata (con l’autentica delle firme da parte del Notaio rispetto ad un contratto composto direttamente dalle parti) od anche in forma di scrittura informatica con sottoscrizione digitale a norma degli articoli 24 o 25 del Codice dell’Amministrazione Digitale da ciascun imprenditore o legale rappresentante delle imprese aderenti e trasmesso al Registro delle Imprese attraverso il modello standard tipizzato ai sensi del d.m. n. 122 del 10 Aprile 2014.
Lo strumento in questione nel nostro scenario economico merita anche solo sperimentalmente di essere testato dalle micro imprese specializzate in ambiti differenti al fine di fruire dei rispettivi punti di forza senza legarsi in maniera eccessiva tra loro.

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