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L’abuso edilizio

L’illecito edilizio
L’abuso edilizio si concretizza con la difformità edilizia nello “stato di fatto” dell’immobile quindi difforme dall’ultimo provvedimento edilizio (concessione edilizia, permesso di costruire, licenza edilizia, scia etc.) depositato negli archivi del Comune di appartenenza dello stesso immobile. Le violazioni si differenziano da: variazione planivolumetrica, modifica dell’utilizzo di un immobile nei confronti della destinazione d’uso approvata, incremento volumetrico, distanze e pendenze. È di fondamentale importanza rammentare che gli elaborati grafici allegati al provvedimento edilizio presi in considerazione, al fine del riscontro delle conformità urbanistiche, sono quelli archiviati nella Pratica edilizia dell’ufficio Tecnico del Comune di appartenenza. La Planimetria catastale è (e rimane) un documento fiscale e non prova la conformità urbanistica. Nel caso in cui i grafici di progetto fossero inesistenti, si andrebbero a valutare le planimetrie catastali storiche e attuali al fine del riscontro della conformità urbanistica. In ultima analisi gli ortofoto e le foto storiche potrebbero portare alla memoria consistenze urbanistiche e stati di fatto per un riscontro urbanistico.
Attualmente l’abuso edilizio è perseguito sia penalmente che con sanzioni pecunarie dalla legge italiana. T.U. sull’edilizia D.P.R. 380 del 06/06/2001 art. 31.
Responsabilità, direzione dei lavori e demolizioni
Il T.U. sull’edilizia (D.P.R. n. 380 del 06/06/2001) con l’art. 29 evidenzia che la responsabilità dell’illecito edilizio pesa sul titolare del permesso di costruire, sulla commitenza e sul costruttore, per cui i soggetti precedentemente citati, insieme al direttore dei lavori sono direttamente responsabili delle difformità presenti nell’immobile e concorreranno quindi al pagamento delle sanzioni pecuniare a essi ascritte.
L’esonero dalla responsabilità del direttore dei lavori è previsto nel caso in cui quest’ultimo abbia contestato tempestivamente la violazione delle prescrizioni del permesso di costruire ai soggetti sopra elencati. Il direttore dei lavori, constatata una difformità edilizia, ha l’obbligo di comunicare al Responsabile del competente ufficio, l’irregolarità rilevata. Restano salve le difformità per le quali è stata presentata una “Variante in corso d’opera”.
Nei casi in cui le variazioni sono giudicate essenziali rispetto al progetto approvato o si rilevi una difformità totale, il direttore dei lavori deve rinunciare alla direzione e contestualmente notificare la violazione all’ufficio di vigilanza urbanistica e all’ufficio tecnico, in caso contrario, il dirigente segnala al consiglio dell’ordine professionale di appartenenza la violazione in cui è incorso il direttore dei lavori, che può comportare anche la sua sospensione dall’albo professionale da tre mesi a due anni
Gli edifici abusivi sono sempre a “rischio” demolizione. Anche se sono passati molti anni dal momento della loro costruzione. Il Consiglio di Stato con la sentenza 3351/2018 ha affermato che il tempo non può sanare una situazione illegittima
A cadenza annuale il dirigente o il responsabile del servizio ha l’obbligo di trasmettere al Prefetto l’elenco delle opere abusive per le quali il responsabile dell’abuso, non ha provveduto alla demolizione e al ripristino dei luoghi contestualmente alla ricezione di un elenco delle opere abusive da demolire.
Una volta ricevuti i predetti elenchi, il Prefetto, dopo aver provveduto agli adempimenti conseguenti all’intervenuto trasferimento della titolarità dei beni e delle aree interessate, dispone l’esecuzione della demolizione delle opere abusive.
L’orientamento giuridico ha ricordato che l’illecito edilizio ha natura permanente. Un immobile interessato da un intervento illegittimo conserva nel tempo la sua natura abusiva e l’interesse pubblico al ripristino della legalità violata non va mai in prescrizione.
Sanzioni, quadro normativo e consulenza di AreaProfessionisti
Le sanzioni previste per l’abuso edilizio sono di carattere sia amministrativo che penale (vedi T.U. edilizia D.P.R. n. 380 del 06/06/2001 dall’ art. 30 al 48)

Eseguito un sopraluogo, con l’aiuto della documentazione depositata presso l’Ufficio Tecnico del Comune nel quale è ubicato l’abuso e constatata la presenza dell’abuso edilizio, la normativa vigente pone alla nostra attenzione articoli di legge utili al fine dell’accertamento tecnico dell’abuso edilizio e quindi della sua risoluzione.

Il quadro normativo ci fornisce quindi i seguenti termini legislativi:
1. L. 47/85 del 28/02/1985 “Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia.
Sanzioni amministrative e penali”
2. L.R. 23/85 del del 11/10/1985 “Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia” Regione Autonoma della Sardegna
3. L.R. 8/2015
4. L.R. 11/2017
5. T.U. sull’edilizia D.P.R. n. 380 del 06/06/2001

L’Area Tecnica di AreaProfessionisti, avrà piacere di fornirvi la strada migliore al fine dell’ individuazione della procedura urbanistica più adatta per la risoluzione edilizia.

3 Comments

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