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La nuova modalità di acquisto della personalità giuridica degli Enti privati secondo la Riforma del Terzo Settore

L’entrata in vigore da quasi un anno del D. Lgs. 3/7/2017 n. 117, meglio noto come “Codice del Terzo Settore” in attuazione della delega parlamentare contenuta nella L. 6/6/2016 n. 106, ha riformato in maniera rilevante un ambito della vita civile, economica, sociale ma anche culturale di enorme pervasività per il nostro Paese, in quanto coinvolgente diverse fasce di cittadini con un’indiscriminata diffusione geografica e rilevanti connessioni anche con il sistema statale.
Senza volersi soffermare sull’importanza che i cosiddetti Enti del Terzo Settore (associazioni di volontariato ora semplicemente organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, imprese sociali, ecc.) rivestono anche in funzione ausiliaria rispetto alle Amministrazioni Pubbliche nei termini di collaborazione istituzionalmente riconosciuta a vari livelli, da quello centrale a quello comunale, si pensi ad esempio a come i vari servizi territoriali di primo soccorso coordinati dalle Centrali Operative 118 incardinate nella varie ATS si basino prevalentemente sul fronte operativo sulle varie organizzazioni di volontariato e cooperative sociali che con proprio personale volontario e dipendente e le proprie ambulanze ed attrezzature svolgano, dietro corrispettivo chiaramente, tale preziosa opera in favore della collettività.
Ciò che però interessa in questo caso è senz’altro la nuova modalità di acquisto della personalità giuridica introdotta dal Codice del Terzo Settore per gli ETS così disciplinati.
La personalità giuridica è quel particolare istituto del diritto civile, art. 38 del Codice Civile, che permette di scindere il patrimonio dell’organizzazione collettiva da quello personale dei vari soci che la compongono con la conseguente impossibilità di “aggressione” rispetto ai beni di questi ultimi da parte dei creditori dell’organizzazione per i debiti contratti dalla stessa nel corso dell’attività svolta.
Pertanto, rispetto alle pregresse modalità di acquisto della personalità giuridica stabilite dal D.P.R. 361/2000 e consistenti in un iter di discreta complessità amministrativa da seguire presso la Regione di competenza dell’Ente del Terzo Settore, nel caso lo stesso operi nelle materie di competenza regionale ed esaurisca nell’ambito della stessa il suo operato, o presso la Prefettura per tutti gli altri enti, il Codice del Terzo Settore all’art. 22 prevede un’ulteriore modalità.
A seguito della redazione dell’atto costitutivo e dello statuto dell’ente preso un Notaio in forma pubblica e secondo le prescrizioni della normativa del Terzo Settore su cui lo stesso Notaio effettua un controllo formale di corrispondenza, a fronte della comprovata disponibilità di un fondo di dotazione minimo pari ad € 15.000 per le associazioni ed € 30.000 per le fondazioni (da considerarsi sia in denaro che attraverso altri beni), attraverso l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, anch’esso istituito dalla Riforma, si procede al contestuale riconoscimento della personalità giuridica dell’Ente.
Si apre al riguardo uno spiraglio per l’acquisto della personalità giuridica anche per gli innumerevoli Enti già costituiti al momento dell’avvento della Riforma ed investiti dalle molteplici novità sostanziali della stessa anche se appunto a circa un anno dall’introduzione di questa nuova disciplina non appare ancora chiaro se e come accedere a tale semplificata procedura per la stragrande maggioranza di Enti sprovvisti di tale importante caratteristica tutelante l’incolumità patrimoniale dei Presidenti, dei membri dell’organo amministrativo o, comunque, di coloro << che hanno agito in nome e per conto dell’associazione >>.

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