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La “Deontologia professionale” tra crisi economica e rispetto personale

Se in precedenza il mondo della “libera professione” collocava gli stessi “liberi professionisti”
in una posizione quasi di “elite” nei confronti dell’impiego statale e di altri impieghi, oggigiorno, per merito della regressione economica, di normative tributarie sempre più sfavorevoli, di leggi volute dal legislatore e non dal popolo e di imposizioni contributive non giustificate, il lavoro autonomo, ha perso questo primato, posizionandosi agli ultimi posti di una scala dove sono evidenziati, benessere, soddisfazione personale e qualità della vita.
A noi proprietari di partita iva, è ormai nota la tensione lavorativa giornaliera, che ogni libero professionista (Avv. Geom. Ing. Dott. Comm. Etc) nessuno escluso, deve affrontare per arrivare alla fine del mese, fra mutuo, famiglia, imposte, contributi, spese vive professionali e formazione continua obbligatoria. Tensione lavorativa che, chi è capace, riesce ad affrontare e chi non è capace, si scontra contro una mancanza di obblighi professionali, che mettono in discussione la professionalità, intesa come il compendio di molti valori che un lavoratore autonomo non deve mai dimenticare (formazione e aggiornamento, valore del lavoro, preparazione, rispetto, puntualità fiscale e contributiva etc) e fra questi si sottolinea la “Deontologia Professionale”, materia mai presa in considerazione da un approfondimento formativo obbligatorio. Di conseguenza, per le ragioni sopracitate, il così detto “libero professionista”, oggi giorno si spoglia dall’ aggettivo “libero” definendosi “Professionista”, obbligato ad adempiere quotidianamente ad una massacrante condotta lavorativa e quindi non più libero.
La analisi deontologica di seguito riportata, non vuol esser posta ai miei colleghi e professionisti con presunzione di apportare alcun insegnamento a nessuno, ma l’intento si riconduce al solo fatto che la stessa “Deontologia professionale” non debba essere oggetto di oblio dal singolo professionista e quindi dal singolo Geometra.
Prima di approfondire questo concetto è importante citare sommariamente il significato di “Etica”; l’Etica rappresenta i criteri in base ai quali si valutano i comportamenti e le scelte, il modo di essere dell’uomo e la sua condotta, rapportato al bene e al male, a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato, in relazione a ciò che è corretto e a ciò che non lo è. L’analisi deontologica quindi ci porta a definire il significato di “Deontologia professionale” come espressione dell’ “Etica professionale”, la quale, cura obblighi e doveri rispetto a soggetti terzi, rispetto alla professione stessa, nonché rispetto ad altri professionisti ed esula dalla conoscenza tecnica specifica del singolo professionista.
Ogni libero professionista, iscritto al proprio ordine professionale, ha il dovere di una formazione continua al fine di curare la propria crescita professionale, ma mai dimenticando di approfondire ciò che il nostro codice deontologico nel quale sono espressi i valori come il dovere di lealtà, decoro, dignità, correttezza, concorrenza leale e soprattutto regolamentazione fra il singolo Geometra, nel nostro caso e le istituzioni di categoria. Le note comportamentali che detta la “Deontologia professionale, oltre a provenire da una nostra etica personale, sono riunite in un Codice Deontologico approvato (Vedi codice deontologico del C.N.G. – Consiglio Nazionale dei Geometri – G.U. 121 del 26/05/07) e ben definito, che funge quasi come “La Carta della Costituzione” nell’itinere della nostra professione quotidiana.
La realtà locale e quindi l’attività del “Geometra”, e non solo, nella Provincia di Sassari ed in Sardegna, ha subito una singolare Crisi Urbanistica ed Immobiliare che ci perseguita dal 2004 con l’entrata in vigore del Piano Paesaggistico Regionale studiato in maniera non consona alla peculiarità del territorio Sardo, proponendo in definitiva, delle incongruità di carattere urbanistico/territoriale, ancor di più accompagnate da una strozzante burocrazia procedurale, la quale responsabilizza sempre più il singolo professionista, riducendolo ad un buon risolutore di quiz, dove il personale minimo errore, nella compilazione della pratica è penalizzato dalla “irricevibilità” della stessa, senza poter far valere la vera professionalità del lavoratore autonomo. Alla “Nostra” Crisi urbanistica/Immobiliare si è aggiunta la Crisi Economica pura, che ha funzionato da volano, al fine di mettere in ginocchio una così bella professione, ancor più distrutta dalla Legge Bersani (eliminazione dei minimi tariffari professionali) e da una non revisione della Giustizia.
Considerata la regressione lavorativa, la crisi sopra esposta a grandi linee e gli obblighi sempre più rigidi di ogni uno di noi, oggi giorno, sempre più di sovente sono riscontrabili nella professione interventi comportamentali che esulano dall’Etica professionale, dovuti da un’ansia lavorativa che non si riesce a smaltire? O semplicemente da una “Mancanza di rispetto” sempre insita? Dal momento che un Codice esiste mettiamolo in pratica e non sbaglieremo.
Il Codice Deontologico così istituito agevola l’etica insita in ogni professionista a maggior ragione quando nella professione si sbaglia, in quanto “sbagliare” è umano e se si compie un errore lavorativo è sempre meglio sbagliare avendo un comportamento etico che il contrario. Ed infine un consiglio: rileggetelo!

1 Comment

  1. Pietrino Garau ha detto:

    Condivido ogni parola. Grande Tommy

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