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La consulenza aziendale nello studio medico e odontoiatrico moderno

La spesa sanitaria privata degli italiani è in aumento negli ultimi anni. Secondo il rapporto RBM- Censis “Welfare Day 2018”, negli ultimi cinque anni la spesa in cure private degli italiani è cresciuta del 9,6% (2013-2017) e fino ad arrivare al 2018 ad un totale di 40 miliardi di euro. Il trend elevato di crescita e le dimensioni della spesa totale, stanno spingendo gli investitori ad investire nel sistema che, a tutti gli effetti oggi si potrebbe definire “mercato”. Il mercato delle cure specialistiche, della diagnostica e dell’odontoiatria vale circa il 50% della spesa privata totale, che si attesta a 19,5 miliardi di euro.
Alla luce di questo scenario negli ultimi anni è in crescita il numero delle strutture sanitarie private e dei centri odontoiatrici privati. Anche in Italia sono arrivate le catene odontoiatriche, veri franchising dei servizi sanitari, finanziate da fondi di investimento e gestite come grandi aziende. Il vantaggio delle catene, oltre che poter disporre di una elevata quantità di capitale, risiede nel fatto che riescono a contenere i costi, centralizzando alcune funzioni come quelle degli acquisti, del marketing e della comunicazione, del controllo di gestione, della ricerca e selezione del personale.
In questo contesto molti professionisti si sono evoluti in forma societaria, sia per contrastare la concorrenza crescente dei colossi internazionali, sia per continuare ad erogare prestazioni di alta qualità, razionalizzando le risorse e investendo sulla crescita: nel caso dell’odontoiatria, le società in odontoiatria registrate alla Camera di Commercio sono 5.271 (fonte: indagine Odontoiatria33).
Da questo quadro emerge chiaramente come lo studio medico privato tradizionale stia evolvendo verso una forma più strutturata e moderna. La conseguenza naturale è anche quella nei rapporti con il proprio consulente, che non potrà più limitarsi alla mera consulenza fiscale, ma dovrà essere in grado di proporre uno spettro di servizi più ampio e più in linea con il nuovo contesto. Tutto questo sarà chiaramente in base al momento professionale in cui si trova cliente e alla dimensione economica attesa o raggiunta: nel caso di un professionista giovane o di uno a fine carriera, il regime forfettario rimane spesso la soluzione migliore, perché non prevede uno sforzo né in termini economici per il cliente, né in termini consulenziali per chi lo assiste. Nel caso invece di un professionista maturo e in crescita, l’evoluzione verso una forma più strutturata di studio professionale moderno è certamente auspicabile.
Come cambia quindi il rapporto consulenziale tra la consulenza sul professionista “tradizionale” rispetto allo studio medico-ondontoiatrico moderno?
Nella gestione del professionista tradizionale, la consulenza è spesso standard e limitata agli adempimenti fiscali: contabilizzazione di costi e ricavi, predisposizione dei dichiarativi, degli F24 e delle comunicazioni di Spesometro e dati al Sistema Tessera Sanitaria. Le ragioni per cui la consulenza si limita spesso alla mera consulenza fiscale sono da attribuirsi principalmente alla necessità di mantenere l’indipendenza gestionale. Il cliente pertanto è focalizzato al rispetto degli adempimenti e alla ricerca del migliore regime per il risparmio fiscale.
Nel caso invece della gestione della realtà più strutturata dello studio medico-odontoiatrico moderno, si ampliano gli orizzonti della consulenza, per far fronte alle aumentate necessità del cliente. In questa fase il professionista si trova di fronte a nuovi bisogni: monitorare con maggiore puntualità il numero delle visite; pianificare gli acquisti di merci, prodotti e materiali di consumo; selezionare e assumere nuove risorse umane; valutare i collaboratori esterni; investire in ricerca e sviluppo; formare il personale; prevedere flussi di cassa, incassi e pagamenti, inclusi il carico fiscale. Al fine di raggiungere gli obiettivi di crescita è possibile che si effettuino investimenti in beni strumentali, si decida di ampliare e migliorare l’immobile oppure di trovarne uno nuovo, si investa in nuove tecnologie per migliorare l’efficienza dello studio, la qualità delle prestazioni e di conseguenza la capacità di soddisfare i pazienti. A questo punto la consulenza fiscale non basta più e la distanza consulenziale tra il cliente e il professionista dovrà necessariamente ridursi, in maniera tale da migliorare la comunicazione e la condivisione di informazioni. Diventano quindi fondamentali i servizi come il controllo di gestione, utile a pianificare gli obiettivi e a monitorare i risultati, la consulenza amministrativa, per configurare al meglio la governance della società, mettere al corrente gli amministratori dei loro doveri e responsabilità, la consulenza strategica, per fissare gli scopi a medio-lungo termine della società e gli strumenti e le tappe funzionali a raggiungerli. Perché sia possibile tutto questo è importante controllare la correttezza nella gestione nel flusso dei dati, al fine di poter fornire le informazioni più corrette a chi prenderà le decisioni. Perciò sarà importante il timing della consulenza, che in questo caso dovrà essere più immediata e programmata con una maggiore frequenza rispetto alla consulenza per il piccolo professionista tradizionale.
Una soluzione è quella di adottare il consulente interno, una figura professionale che a contatto quotidianamente con il cliente ed in grado di riportare le informazioni sulla gestione al commercialista, si occupi del controllo della contabilità fiscale e sia in grado di predisporre i dati per la redazione del bilancio e per i report mensili su fatturato, costi, entrate e uscite. In questo caso si crea un rapporto tra professionalità interdipendenti e si azzerano i gap informativi tra commercialista e cliente, il quale sarà in grado di migliorare il controllo del suo studio e di garantire la qualità delle sue prestazioni nello scenario economico di oggi, dove è certamente aumentata la competizione ma, allo stesso tempo, sono aumentate le opportunità di crescita, considerando i dati sull’espansione del sistema sanitario privato.

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