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Il “vuoto” lasciato dalla abolizione delle Tariffe professionali”

Nel precedente articolo ho proposto una disamina delle Leggi e Normative Urbanistiche principali che hanno ostacolato le Categorie tecniche e la crescita degli studi professionali, anziché apportare lo Sviluppo così tanto promesso dallo Stato.
Contestualmente, o quasi, all’approvazione delle Leggi e Normative “Flop” (così dal sottoscritto appellate), il Legislatore e il Consiglio Nazionale dei Geometri sono intervenuti entrando in merito alle “Tariffe Professionali” con le seguenti leggi:

1) 2006 – Abolizione minimi tariffari
(c.d. DECRETO BERSANI) D.L. 04/07/2006 n. 223 mod. e convertito nella Legge 04/08/2006 n. 248 ha abolito l’obbligo dei minimi tariffari.

2) 2012 – Abolizione delle Tariffe
(c.d. DECRETO SALVA ITALIA) D.L. 24/01/2012 convertito con modificazioni nella Legge 24/03/2012 n. 27 ha definitivamente abolito le tariffe professionali.

3) 2012 – Riforma degli ordinamenti professionali
D.P.R. n. 137 del 07/08/2012, recante il regolamento di attuazione dei principi dettati dall’art. 3 comma 5 del D.L. n. 138 del 2011 in materia di professioni regolamentate.

4) 2012 – Parametri ministeriali
D.L. del 24/01/2012 n. 1 convertito con modificazioni nella L. 24/03/2012 n. 27 Regolamento recante la determinazione dei parametri per liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolamentate vigilate dal Ministero di Giustizia. D. Ministero della Giustizia n. 140 del 20/07/2012.

La su scritta attività legislativa impostaci, ha contribuito ad annullare totalmente quelli che erano rimasti ancora punti fermi della Attività professionale: i Tariffari. Questi ultimi fornivano ai tecnici e ai professionisti, ma soprattutto al cliente, la congruità del costo della consulenza professionale, compresa fra dei “minimi” e dei “massimi”, ponendo quasi al riparo il singolo consulente/cliente anche in sede di disputa. La crisi urbanistica ed economica, imperante dai primi anni del 2000, influendo al decremento lavorativo, è stata accompagnata dal 2012, dall’abolizione delle Tariffe professionali, scatenando fra i professionisti, una severa gara al ribasso sui prezzi, resa lecita dallo Stato, che sta mettendo a dura prova la vita del singolo professionista,
Inoltre la su citata Legge sull’abolizione delle Tariffe (Legge 24/03/2012 n. 27), specifica al 4 comma dell’art. 9 che:
“Il professionista deve rendere noto obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa….” imponendo quindi una un’ulteriore spesa per il singolo professionista (l’assicurazione professionale) e obbligandolo a rendere al committente un preventivo di massima con un minimo e un massimo con aggiunte di spese. È evidente che il primo obbligo imposto dalle forze politiche del tempo, porge un ampio aiuto alle compagnie di assicurazioni, mentre il secondo obbligo ci tutela in caso di disputa. Difatti in caso di assenza di preventivo scritto, essendo abrogate le tariffe, non è possibile far apporre il visto di congruità sulla parcella del Geometra tranne che in caso di disputa “….nel caso di un organo giudicante….” in riferimento al D.M. 140 del 20/07/2012 (Parametri ministeriali). In definitiva il parere di congruità dovrà essere espresso dal Collegio, solo su esplicita richiesta del Giudice.
Con l’abolizione delle Tariffe professionali, era intenzione del Legislatore tutelare il cittadino da qualsiasi “sopruso” ma in assenza di limiti certi (minimi e massimi tariffari), i professionisti meno seri hanno potuto agire ancora più agevolmente a discapito di quelli responsabili, andando ad abbassare la qualità della consulenza professionale e relativa prestazione, danneggiando la categoria (già danneggiata da Leggi urbanistiche “Flop”) e ancor di più il cittadino. Le Amministrazioni Regionali della Puglia, del Piemonte della Calabria e della Sicilia, considerata l’oppressione legislativa attuale, sostenute dai Collegi Professionali, hanno proposto ed approvato “Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei Committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale” per le quali il Professionista sarà tutelato, ponendo come norma chiave la liquidazione della parcella del professionista al fine del rilascio del Provvedimento edilizio.
Considerate tutte le Leggi e Norme che hanno affossato la Categoria dei Geometri, sarebbe stato opportuna da un lato, una solidarietà da parte della Cassa Geometri, evitando di inasprire il supplizio mensile che grava sulle tasche di ogni singolo professionista, proponendo così alla categoria, una contribuzione proporzionale al reddito eludendo in secondo luogo, di diffidare il tecnico inadempiente all’accesso alla “Rottamazione della cartella esattoriale”, andando incontro allo stesso, ed allo stesso tempo, evitando azioni arroganti come la tentata astensione dalla “Pace fiscale”. Dall’altro lato, ci si sarebbe attesi, che il Consiglio Nazionale dei Geometri, in accordo con la Cassa di previdenza, avesse alimentato fiducia iniziando a promuovere gli Istituti tecnici per Geometri, e procedendo in seno alla professione, dando importanza a nuove discipline quale, l’Energia, la Green Economy e aprendo un dialogo con le pubbliche amministrazioni al fine del recupero del patrimonio immobiliare, proponendo così, la digitalizzazione degli archivi dei vari Enti e la collaborazione esterna da parte dei liberi professionisti. Molteplici sarebbero le attività che un Geometra è capace di espletare, considerate le tante competenze valide che esso può assolvere.
Da uno studio condotto dal Dott. Enrico Ivaldi e dalla Dott.ssa Elena Rimorchio, dell’Università di Genova, Dipartimento di Scienze Politiche, pubblicato nel sito del C.N.G., si evince che dall’ANALISI ECONOMICO REDDITUALE DEGLI ISCRITTI CIPAG i geometri liberi professionisti, che appartengono al mercato del lavoro delle (ISOLE), negli anni compresi tra il 2006 e il 2015 hanno fatturato una media di 19.000 € e un P.I.L. di 18.000 €, che “defraudate” del contributo base CIPAG e spese vive della professione, ci fanno comprendere la gravità della situazione che si protende a minare la serenità quotidiana della famiglia di un Geometra. I dati sopra elencati sono stati evinti dal sito ufficiale del C.N.G.
In conclusione, l’istituzione delle tariffe professionali, e l’osservanza del codice deontologico, considerati punti saldi della professione, fin dal passato, hanno disciplinato il lavoro del Geometra, andando a sottolineare la dignità professionale della categoria, nei confronti del singolo cittadino, delle Amministrazioni e della Giustizia, “valori” che, con l’abolizione delle Tariffe e con il repentino taglio delle parcelle da parte dei Giudici Istruttori, impongono una retrocessione sociale/lavorativa della figura del “Geometra” dirigendo alla deriva la Categoria.

4 Comments

  1. Giuseppe Claudio Chessa ha detto:

    Ciao Tommaso sei molto bravo , chiaro e puntuale

  2. Pietrino Garau ha detto:

    Condivido tutto. Complimenti per il pezzo

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