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Fatturazione elettronica tra privati: l’anno zero è alle porte

Tra le novità fiscali principali della Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 Dicembre 2017, n. 205), vi è senz’altro quella che riguarda l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati a partire dal 2019. Tale obbligo, già noto a chi opera con la Pubblica Amministrazione, consiste nell’emissione della fattura in un formato standard (Xml) e nella trasmissione della stessa alla Agenzia delle Entrate, tramite un portale chiamato Sistema di Interscambio.
Gli Obiettivi
La normativa recepisce le direttive europee (Direttiva 2014/55/UE e Direttiva 2010/45/UE), che mirano a garantire una maggiore trasparenza e una migliore comunicazione con gli organi di controllo, attraverso la digitalizzazione dei processi di impresa: un quadro cominciato con l’istituzione della PEC e della firma digitale e che ora si estende alle transazioni dei contribuenti. Le disposizioni hanno altresì il fine di contrastare l’evasione IVA.
A chi è rivolta
L’obbligo di fatturazione elettronica è già in vigore dal 2015 per i soggetti che hanno rapporti commerciali con le Pubbliche Amministrazioni. Con la nuova legge, la fattura elettronica diventerà obbligatoria per tutti soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, ad eccezione di coloro che si avvalgono del”regime di vantaggio” e di quelli che applicano il regime forfettario. Pertanto aziende e professionisti saranno obbligati all’utilizzo della fattura elettronica sia nei rapporti commerciali con le altre aziende (B2B – Business to Business) sia in quelli con i consumatori finali (B2C – Business to Consumer).
Quando
L’obbligo scatterà dal 1° luglio 2018 per le cessioni di benzina o gasolio e per le prestazioni rese da subappaltatori nei contratti pubblici, dal 1° settembre nei confronti dei soggetti extra-UE e per le fatture free tax shopping e dal 1° gennaio 2019 per tutti gli altri, ovvero per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra privati, persone fisiche e giuridiche.
Come
La legge in questione dispone al punto 3 del comma 909 che a partire dal nuovo anno dovranno essere emesse “esclusivamente fatture elettroniche utilizzando il Sistema di Interscambio”.
Secondo il punto 2 “gli operatori economici possono avvalersi, attraverso accordi tra le parti, di intermediari per la trasmissione delle fatture elettroniche al Sistema di Interscambio, ferme restando le responsabilita’ del soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio”.
La trasmissione dovrà essere effettuata entro il giorni 31 del mese successivo all’emissione.
Nel caso in cui la fattura venisse emessa in qualsiasi altra forma, sarà da considerarsi non emessa.

Prospettive
Non c’è alcun dubbio che le disposizioni siano un passo dovuto verso l’informatizzazione e la digitalizzazione dell’azienda, nonché l’adattamento del nostro corpo normativo alle direttive europee che fin dal 2005 spingono in questa direzione. La possibilità di poter avere un archivio digitale, condiviso con i clienti e le istituzioni, potrebbe velocizzare i processi operativi e gestionali da un lato e permettere un controllo più efficiente dall’altro, potenziando gli strumenti per la lotta all’evasione.
Ad oggi, si rilevano tuttavia alcune criticità che andranno tempestivamente affrontate, considerando il breve lasso di tempo che ci separa dall’obbligo di legge. Il sistema di Interscambio, unico punto di raccolta dati , dovrà essere in grado di gestire la mole di dati che arriveranno. Nell’ultimo anno, con l’aumento degli invii telematici i sistemi hanno spesso raggiunto picchi di sovraccarico: emblematico il recente caso dello Spesometro, andato in blocco per alcuni giorni a settembre a causa dell’invio massivo di dati e di problemi di violazione della privacy. Un’altra sfida da gestire sarà l’adeguamento delle piccole imprese alla tecnologia, nonché un presumibile rallentamento, almeno in fase iniziale, delle pratiche commerciali. Infine andrà chiarito il sistema col quale le persone fisiche potranno ricevere la fattura in formato elettronico ( si pensi alle spese mediche, o a quelle per i mutui o le ristrutturazioni edilizie).
Siamo pronti?

1 Comment

  1. G. Topa ha detto:

    Molto interessante e molto ben scritto. Kudos all’autore!

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