La relazione tra fatturato, utile e flussi di cassa
5 settembre 2018

Fattura elettronica: siamo alla svolta?

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto a partire dal 1° luglio 2018 l’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le fatture (ad esclusione solamente di alcuni regimi di agevolati) includendo pertanto anche quelle emesse nei confronti di soggetti privati siano essi persone fisiche o giuridiche. Obbligo successivamente rinviato tramite un apposito decreto, al 1° gennaio 2019, e salvo ulteriori proroghe viste le potenziali difficoltà di adeguamento da parte dei soggetti interessati da questa importante novità fiscale.
L’obiettivo principale è quello di introdurre uno strumento volto a ridurre l’evasione fiscale e procedere nell’opera di dematerializzazione dei documenti fiscali/conabili così come già avvenuto in altri settori economico aziendali.
I documenti elettronici dovranno avere un preciso tracciato elettronico (uniforme per tutte le aziende), quello XML e gli stessi dovranno essere inviati tramite lo SdI (Sistema di Interscambio) gestito dall’Agenzia delle Entrate e Sogei.
I soggetti privati (persone fisiche) potranno prendere possesso delle proprie fatture accedendo nella propria area riservata tramite il sito web dell’Agenzia delle Entrate. Nel momento dell’emissione della fattura al soggetto privato dovrà comunque essere consegnata una copia della fattura e comunicato che la stessa verrà messa a disposizione dal Sistema di Interscambio.
L’invio della fattura al SdI avverrà direttamente da parte del fornitore o per il tramite di un intermediario, ferma restando la responsabilità in capo al fornitore stesso.
Pertanto, i contribuenti sono tenuti ad adeguare i propri sistemi informativi aziendali al fine di inviare e ricevere fatture elettroniche in formato .XML, attraverso appunto il Sistema di Interscambio.
In termini operativi, dal 1° gennaio 2019, le fatture elettroniche dovranno essere:
– convertite in formato .XML;
– firmate digitalmente;
– spedite alla controparte attraverso il Sistema di Interscambio.
Sarà pertanto necessario per ciascun soggetto passivo iva fornire un indirizzo PEC o un altro indirizzo univoco a cui inviare la fattura. Per poter fare tutto questo è necessaria la registrazione del proprio indirizzo telematico cioè una PEC o un codice destinatario (codice numerico composto da 7 cifre) prescelto per la ricezione dei documenti fiscali/contabili.
Nel caso in cui il destinatario della fattura sia il consumatore finale, la fattura elettronica viene messa a disposizione dello stesso sempre tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso in sede di emissione della fattura si inserisce nel campo codice destinatario il codice convenzione 0000000 e la fattura viene trasmessa al Sistema di Interscambio mettendola così a disposizione dell’interessato.
Un copia cartacea della fattura verrà comunque messa a disposizione del cliente e bisognerà comunicare allo stesso che la copia elettronica è disponibile appunto nella propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Il cessionario potrà inviare allo SdI la fattura con differenti modalità (ognuna con proprie peculiari caratteristiche e con precisi limiti dimensionali):
– posta elettronica certificata
– web service
– FTP
– servizio web dell’area “Fatture e corrispettivi” del sito dell’Agenzia delle Entrate
– APP (iOS ed Android)
Il canale preferenziale per riceve le fatture dal Sistema di Interscambio sarà certamente quello della posta elettronica certificata, ma nulla vieta ai soggetti interessati di ricorrere all’uso di altre modalità (es. sistema FTP).
È fondamentale pertanto la comunicazione dei propri dati (codice univoco o Pec) allo SdI per poter ricevere in maniera certa ed adeguata le fatture elettroniche altrimenti le stesse pur rimanendo comunque a disposizione sul sistema di interscambio, imporranno un ruolo attivo del prestatore nel scaricare e recuperare i documenti fiscali dal Sistema di Interscambio.
Laddove il fornitore non inoltri le fatture elettroniche tramite il SdI al fine di evitare le sanzioni previste dalla normativa potrà regolarizzare l’operazione inoltrando al SdI un’autofattura.
Allo stato attuale delle cose non essendoci uno storico appare difficile definire nel breve periodo quali potranno essere i costi ed i tempi che tali operazioni causeranno al normale svolgimento dell’attività amministrativa delle aziende.
Appare certamente evidente che sicuramente le piccole aziende ed i loro consulenti subiranno un aggravio importante di costi in quanto la fattura elettronica non si limita solo alla sua emissione, ma anche alla sua conservazione con appositi standard di sicurezza.
Infine, va presa in esame l’elevata possibilità di eventuali cause per violazione del diritto alla privacy e al c.d. diritto all’oblio recentemente contemplato nella normativa italiana in seguito al diffondersi dell’uso inadeguato e spropositato di informazioni private sul web e sui social.

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