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Come arrivare preparati (e più sereni) al versamento delle tasse.

Luglio è il mese che dà il via al versamento delle imposte risultante dalle dichiarazioni dei redditi prodotti nell’anno precedente. Le vacanze sono alle porte e milioni di contribuenti si ritrovano a dover fare i conti con il pagamento dell’IRPEF dell’IRAP e, per chi ha un’azienda, dell’IRES. L’obbligo annuale viene spesso vissuto come un peso, un’incognita, un balzello. Tuttavia ci sono alcuni accorgimenti per arrivare alla fatidica scadenza preparati e, di conseguenza, più sereni.
Conoscere il proprio regime fiscale
In primis, occorre conoscere a quale regime fiscale si è soggetti. Questo permette fin da subito di sapere a quale aliquota viene assoggettato il nostro reddito e a quale (a grandi linee) sarà la nostra futura tassazione. Se siamo in regime dei minimi o forfettario la tassazione sui nostri guadagni (al netto delle spese per conseguirli), oscillerà tra il 5% e il 15%. Se siamo in un regime ordinario dal 23% al 43%. Avere coscienza del proprio regime permetterà di prendere le decisioni circa i costi da sostenere per la propria attività e contenere la futura tassazione.
Saper organizzare i propri costi
Una volta consapevoli del proprio regime, occorrerà organizzare i propri costi in base alle esigenze operative e al fine di conoscere la base imponibile, sulla quale verrà calcolata la tassazione. La base imponibile o reddito imponibile è la differenza tra i ricavi e costi dell’attività, al netto degli oneri deducibili e delle detrazioni. Conoscendo quindi le leve sulle quali agire (fatturato, costi, oneri e detrazioni), il contribuente potrà gestire al meglio la sua attività e diverrà padrone della propria situazione fiscale. Non entrando nelle specifiche tecniche di oneri deducibili e detrazioni (che tratteremo a parte), è necessario capire in prima battuta quali costi sia conveniente sostenere.
I costi che possono essere dedotti dal reddito professionale o di impresa sono quelli “inerenti”, ovvero direttamente imputabili all’attività svolta. Tutti quelli che non sono inerenti a quest’ultima, non potranno essere scomputati dai ricavi o lo saranno parzialmente. Ad esempio, la deducibilità delle spese per l’auto varia a seconda dell’attività svolta: mentre un agente di commercio potrà scaricare l’80% del costo, un medico il 20%. La diversa percentuale di deducibilità comporta differenze nella base imponibile e, quindi, nella tassazione finale.
È inoltre di fondamentale importanza ragionare sull’utilità del “fare costi” e sul beneficio fiscale che questi apportano. Per fare un esempio: se un contribuente ha un reddito di 40.000 euro, si trova in uno scaglione con aliquota al 38%. Ciò vuol dire che sostenendo un costo di 3.000 euro avrà un beneficio pari al 38% del costo, risparmierà quindi 1.140 euro di tassazione. Se si trovasse nello scaglione precedente, a fronte della stessa spesa, risparmierebbe il 27%, quindi 810 euro a fronte di una spesa di 3.000. Pertanto bisogna capire quando e quali costi sostenere e, di conseguenza, è importante fare costi utili. La mera ricerca del risparmio fiscale potrebbe portare a fare costi improduttivi, inutili.
Ricordare l’acconto e i contributi
Una volta definita la base imponibile, siamo pronti per il calcolo della tassazione e la determinazione dei contributi. Con la dichiarazione infatti non solo si determina la tassazione, ma si avrà anche il dato che verrà comunicato al proprio ente di previdenza. Dal mese di luglio si procederà quindi al versamento di imposte e contributi. L’importo calcolato verrà pagato in saldo e in acconto. A luglio si verserà il saldo dell’anno precedente, in più si procederà a versare il 40% del saldo, a titolo di acconto per l’anno successivo. A novembre si pagherà il restante 60% dell’acconto. Ciò significa che a fronte di un imposta di 1.000, il contribuente pagherà 1.400 euro a luglio e 600 euro a novembre.
Avere con anticipo la previsione della tassazione
Considerando il doppio esborso fiscale e contributivo, è consigliabile avere una previsione del carico fiscale con un largo anticipo rispetto alle scadenze. Questo permetterà di poter risparmiare la liquidità necessaria per arrivare preparati al versamento. Una buona soluzione è quella di avere questa previsione per l’ultimo trimestre (settembre/ottobre) in modo da avere poter correggere la politica di costi, al fine di contenere la tassazione, prima della fine dell’anno fiscale. L’ideale sarebbe comunque la possibilità di monitorare la situazione costi-ricavi, mensilmente o trimestralmente, in maniera da poter avere una previsione di massima sulla tassazione e agire in tempo reale.
Avere un rapporto costante con il professionista incaricato
Essere consapevoli del proprio regime, di quali costi determinino benefici fiscali, come e quando pagare, permette di arrivare più organizzati agli impegni tributari. Naturalmente la conoscenza approfondita di questi concetti, può risultare complicata per i non addetti ai lavori. È quindi necessario affidarsi ad un professionista, che sia in grado di fornire soluzioni non solo finalizzate al risparmio fiscale, ma anche al miglioramento operativo e gestionale dell’attività. Una consulenza mirata a garantire al cliente la liquidità necessaria al pagamento delle imposte da un lato e al mantenimento dell’efficienza operativa dall’altro. Per arrivare a questo delicato obiettivo, occorrerà avere un rapporto costante con il proprio consulente e pianificare appuntamenti regolarmente.
In questo modo si arriverà preparati e più sereni al pagamento di tasse e contributi.

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