Con luglio si entra nel vivo del periodo delle dichiarazioni dei redditi, e molti quest’anno dovranno fare i conti con l’ultimo neologismo fiscale, ovvero l’Indice Sintetico di Affidabilità, meglio ISA. A partire dal 2019 infatti gli ISA sostituiranno gli Studi di Settore, grazie al decreto firmato dal Ministro Tria ad inizio anno.

Era evidente da tempo che lo SDS fosse uno strumento statistico ormai obsoleto, utilizzato dal Fisco per determinare ricavi presunti e quindi imposte dovute solo sulla base di una congruenza o meno a valori acritici e predeterminati: è grazie a questo strumento che in molti si sono visti recapitare avvisi di accertamento basati sullo scostamento dei dati contabili da quelli assunti dall’Agenzia.

Questo passaggio introdurrà una nuova metodologia statistico-economica e determinerà il grado di affidabilità fiscale di imprese e professionisti su una scala da 1 a 10: una pagella che stabilirà la possibilità o meno di accesso a benefici premiali ed agevolazioni basata sul grado di normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale.

Gli ISA sono stati elaborati tenendo conto di indicatori elementari di affidabilità, che valutano l’attendibilità di relazioni e rapporti tra grandezze di natura contabile e strutturale, tipici per il settore e/o per il modello organizzativo di riferimento, e indicatori elementari di anomalia, che valutano incongruenze e situazioni di normalità/coerenza del profilo contabile e gestionale che presentano carattere atipico rispetto al settore e al modello organizzativo.

I più virtuosi potranno trovarsi esonerati dagli accertamenti sintetici e tra i vantaggi previsti vi è anche l’esonero dall’apposizione del visto di conformità sulle compensazioni. Tutti gli incentivi previsti sono stabiliti dall’articolo 9-bis del DL n. 50/2017, e sono:

• esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti per un importo non superiore a 50mila euro annui, relativamente all’Iva, e non superiore a 20mila euro annui, in relazione alle imposte dirette e all’Irap;
• esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva, per un importo non superiore a 50mila euro annui
• esclusione dell’applicazione della disciplina delle società non operative (articolo 30 della legge 724/1994), anche ai fini di quanto previsto in tema di perdite sistemiche (articolo 2, secondo periodo comma 36-decies, Dl 138/2011);
• esclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici (articolo 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, del Dpr 600/1973, e articolo 54, secondo comma, secondo periodo, del Dpr 633/1972);
• anticipazione di almeno un anno, con graduazione in funzione del livello di affidabilità, dei termini di decadenza per l’attività di accertamento (articolo 43, comma 1, del Dpr 600/1973, con riferimento al reddito di impresa e di lavoro autonomo, e articolo 57, comma 1, del Dpr 633/1972);
• esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo (articolo 38 del Dpr 600/1973), a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi il reddito dichiarato.

Nella pratica i dati vengono precalcolati e messi a disposizione nell’apposita sezione del cassetto fiscale, e riguardano informazioni desunte dal modello studi di settore e parametri dei periodi d’imposta precedenti, nonché informazioni provenienti da banche dati fiscali dell’anno corrente, quali i dati desunti dalla certificazione unica, dalle comunicazioni relative ai bonifici per le attività di ristrutturazione edilizia, ai contratti del registro. Con il nuovo software «Il tuo Isa» sarà possibile caricare i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, necessari per il calcolo del punteggio finale.

Gli ISA non si applicano ai periodi d’imposta nei quali il contribuente:
• inizia o cessa l’attività ovvero si trova in condizione di non normale svolgimento dell’attività;
• dichiara ricavi ovvero compensi di importo superiore al limite stabilito dal decreto di approvazione, ovvero di revisione, degli indici.

Inoltre, gli ISA non si applicano nei confronti di:
• contribuenti minimi e forfettari;
• contribuenti “multiattività”, non rientranti nel medesimo ISA, qualora i ricavi delle attività non prevalenti superino il 30% dei ricavi totali;
• enti del terzo settore non commerciali che determinano il reddito ai sensi dell’art. 80 del D.Lgs. n. 117/2017;
• organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale che determinano il reddito ex art. 86 del D.Lgs. n. 117/2017;
• imprese sociali;
• società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate e delle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.