Del Dott. Antonio Falchi
Dirigente Medico UOC di Medicina Nucleare – AOU – Sassari

Il nodulo della tiroide rappresenza una situazione molto frequente soprattutto in alcune aree della Sardegna caratterizzate da una vera e propria endemia gozzigena.
Viene rilevato in una persona su 3 ma, fortunatamente, in oltre il 90% dei casi si tratta di noduli benigni.
Essendo frequentemente asintomatici il loro riscontro spesso è casuale ed avviene nel corso di esami di routine come la valutazione eco color doppler dei vasi del collo. Solo quando di grosse dimensioni, magari multipli, oppure localizzati in prossimità dell’esofago o della trachea, posso essere rilevati in seguito alla comparsa di sintomi specifici quali fastidio alla deglutizione o senso di compressione nella regione anteriore del collo.
In tutti questi casi una dettagliata anamnesi, un attento esame clinico con una valutazione ecotomografica e scintigrafica chiariranno quelli che sono gli aspetti anatomici e funzionali dei noduli e la valutazione in laboratorio attraverso un semplice prelievo di sangue permetterà di chiarire la funzionalità tiroidea globale, lo status autoanticorpale ed i livelli di alcuni marcatori specifici quali la calcitonina.
A questo punto, sulla base di specifiche caratteristiche ecografiche, si può decidere se procedere o meno all’esecuzione di una valutazione citologica del nodulo attraverso un’agopaspirato tiroideo ecoguidato.
Tale metodica, estremamente semplice e minimamente invasiva, oltre che ben tollerata dal paziente se l’operatore è esperto, permette di ottenere, con una semplice puntura con un ago sottile, una piccola quantità di tessuto ghiandolare che, opportunamente fissato su vetrino, consentirà all’anatomo-patologico di stabilire la benignità o meno della lesione.
Nel 2014 è stata pubblicata nel sul Journal of Endocrinological Investigation la classificazione della citologia tiroidea, di seguito riportata, redatta da un gruppo di esperti delle Società Italiane di Endocrinologia (AIT, AME e SIE) e di Anatomia Patologica e Citologia (SIAPEC-IAP)

Nel caso di un nodulo benigno, se asintomatico, verrà controllato periodocamente mediante l’ecografia, qualora invece per sede o dimensioni sia responsabile di sintomi importanti ed invalidanti per il paziente ne verrà valutato un trattamento specifico che potrà essere generalmente di tipo termoablativo oppure chirurgico.
Nel caso di una lesione maligna o potenzialmente tale si preferirà invece il trattamento chirurgico seguito poi, se confermata istologicamente la malignità, da quello radiometabolico con iodio radioattivo presso un Reparto protetto di Medicina Nucleare.
La corretta gestione del nodulo tiroideo, al fine di ridurre al minimo i disagi personali, familiari e lavorativi del paziente, legati all’assenza per malattia od ospedalizzazione, deve essere sempre affidata ad operatori esperti in grado, attraverso un coinvolgimento multidisciplinare, di garantire al paziente il percorso clinico corretto