Del Dott. Antonio Falchi
Medico Nucleare
AOU – Sassari

Le patologie croniche rappresentano un importante situazione che spesso condiziona la qualità di vita personale e lavorativa; in esse infatti il paziente deve seguire spesso un trattamento farmacologico per tutta la vita, aspetto questo che riveste particolare importanza per l’adesione alla terapia.

E’ noto infatti che, in tali casi, al fine del buon esito della terapia, è importante che la stessa venga assunta con costanza, evitando periodi di pausa, soprattutto in quelle patologie in cui il trattamento richiede una somministrazione quotidiana.

A tal proposito sono molteplici i fattori che determinano l’aderenza del paziente alla terapia: la facilità di assunzione, il lavoro svolto, la concomitante assunzione di altri farmaci ecc.

Si sta pertanto lavorando in ambito farmaceutico al fine di trovare formulazioni che, per modalità di somministrazione e biodisponibilità, siano particolarmente vantaggiose al fine di superare tali limiti per il paziente.

Parlando di patologie croniche e trovandoci in Sardegna, non possiamo non soffermarci sulla gestione delle patologie tiroidee croniche come l’ipotiroidismo, sia esso primitivo, secondario a tiroidite cronica autoimmunitaria o post-tiroidectomia. I pazienti affetti da tale patologia devono assumere giornalmente una dose di L-tiroxina commisurata alle loro esigenze; considerando l’importante ruolo che gli ormoni tiroidei rivestono in pratica su qualsiasi organo ed apparato del nostro organismo, è facilmente comprensibile come la loro assunzione terapeutica deve essere costante al fine di non compromettere le condizioni fisiche del soggetto e conseguentemente il suo livello di attenzione, concentrazione o prestanza fisica durante l’attività lavorativa per non compromettere tra l’altro, a seconda dei casi, la propria e l’altrui incolumità.

La più comune forma farmaceutica per l’assunzione di ormoni tiroidei (L-tiroxina sodica) è stata sino ad alcuni anni fa esclusivamente la compressa; tale formulazione contiene, oltre alla molecola di ormone tiroideo, una serie di eccipienti tra cui amido di mais, croscarmellosa sodica, gelatina, lattosio monoidrato, magnesio stearato.

La presenza degli eccipienti e la potenziale ridotta tollerabilità ad alcuni di essi oltre, naturalmente, alle modalità di disgregazione della compressa a livello dello stomaco (legate al livello di pH) fanno si che qualunque bevanda (anche solo un caffè), pietanza ed alimenti contenenti soia od alcuni interventi chirurgici (gastrectomia totale o parziale, interventi di derivazione) ne compromettano l’ottimale assorbimento, costringendo il paziente ad assumerli 40 minuti prima della colazione od in dosi superiori al fine di compensare i difetti di assorbimento. Ben si comprende come in tali situazioni si assiste molto spesso ad una scarsa aderenza del paziente alla terapia od ad una sua non corretta assunzione (durante la colazione o subito dopo) per far fronte alle esigenze di una vita e di un mondo lavorativo sempre più frenetico in cui è spesso impossibile aspettare 40 minuti per fare colazione dopo l’assunzione del farmaco.

In molti casi peraltro l’assunzione di particolari medicinali (inibitori di pompa protonica quali ad esempio pantoprazolo e similari) contro la gastrite od il reflusso gastro-esofageo, condizioni cliniche peraltro in taluni casi secondarie o esacerbate allo stress lavorativo o dall’esposizione a fumi e sostante irritanti, generalmente al mattino, digiuno, riduce in maniera significativa l’assorbimento dell’ormone tiroideo a causa delle variazioni conseguenti sul pH dell’ambiente gastrico.

Riflettendo su quanto suesposto è intuibile come la ricerca farmaceutica si sia focalizzata in tale campo al fine di trovare una formulazione di ormone tiroideo che per modalità di somministrazione, praticità e biodisponibilità, permettesse di superare i noti limiti della compressa al fine di garantire una maggiore adesione del paziente alla terapia e conseguentemente un miglior effetto della stessa in termini di equilibrio ormonale e conseguentemente di benessere fisico e psichico.

Da alcuni anni è infatti disponibile l’ormone tiroideo (L-Tiroxina sodica) in formulazione liquida (flaconcini monodose) praticamente senza eccipienti fatta eccezione per etanolo e glicerolo (indispensabili per la stabilizzazione della molecola) che, oltre a poter essere assunto in concomitanza con gli alimenti, garantisce un più rapido picco ematico di ormone tiroideo (4 min vs 40 min) senza subire la minima interferenza in termini di assorbimento e biodisponibilità in tutte quelle condizioni, precedentemente elencate, o quando il paziente, soprattutto l’anziano ha difficoltà di deglutizione magari per concomitanti patologie neurologiche. La formulazione farmaceutica in piccole pipette monodose, facilmente trasportabili, permette la sua regolare assunzione praticamente in qualsiasi condizione e soprattutto a qualsiasi orario, avvantaggiando in ciò coloro che per turni lavorativi, concomitanti patologie professionali, impossibilità spesso ad interrompere anche per brevi pause la propria attività come nel caso delle forze dell’ordine o del personale d soccorso impegnato in attività, non avrebbero potuto assumere tali trattamenti in maniera corretta.

La sua facilità di assunzione garantisce inoltre un adeguato equilibrio ormonale e conseguentemente uno stabile benessere psichico e fisico permettendo al soggetto di essere nelle migliori condizioni per poter vivere tranquillamente e svolgere senza alcun deficit qualitativo e quantitativo, la sua attività lavorativa.